Natura, parchi e giardini


8. SELVA “IL MERIGGIO” VELLANO
Coordinate 724.930 / 114.580

Nel 2005 la Regione Valle Morobbia ha realizzato il recupero della selva castanile “il Meriggio” sopra Vellano: su una superficie d’intervento di 7’000 m2 sono stati potati 39 alberi, costruiti 600 m di sentieri e creata un area di sosta con panchine, tavoli di castagno e pannelli tematici. La selva si trova su terreno di proprietà del Patriziato di S. Antonio e si estende su un pendio situato da 870 a 950 m s.l.m. Il mantenimento di una selva necessita di interventi di carattere agricolo quali lo sfalcio e la il pascolo regolare del sottobosco, la raccolta delle castagne e dello strame, come pure interventi tipici forestali come il taglio del sottobosco arboreo e la potatura.

Foto Exploratorio.ch


9. BOSCO DI PROTEZIONE DI GIGGIO (E L’ESPROPRIO DEGLI ALPI DI GIGGIO, GIUMELLO E BUCO)
Coordinate 731.500 / 114.425 (Giggio)

La sistematica deforestazione dell’800 aveva provocato innumerevoli disastri e problemi idrogeologici (in Valle Morobbia si ricorda la valanga di Melirolo del 1888). La tragica alluvione del 1868 accelerò l’intervento della Confederazione e del Cantone che negli anni successivi si dotarono di leggi forestali sempre più restrittive. Le grandi opere di rimboschimento, iniziate in Ticino e in Svizzera a partire dal 1880, hanno coinvolto anche la Valle Morobbia. Importante per la Valle Morobbia fu la legge forestale cantonale del 1912 che conteneva la base legale per l’istituzione del Demanio forestale cantonale il quale venne realizzato proprio in Valle dove esiste tutt’ora. Molto interessante la storia del rimboschimento dell’alpe Giggio. Nel 1909 il Consiglio di Stato del Cantone chiedeva all’autorità federale l’approvazione di un progetto di correzione del torrente Morobbia nella sua parte terminale e i relativi sussidi. Nel 1911 il Consiglio federale approvava il progetto ma vincolava la concessione del sussidio all’obbligo per il Cantone Ticino di far eseguire senza indugio le opere di rimboschimento e difesa delle zone franate a monte di Melirolo e dell’Alpe di Giggio. Tuttavia l’Alpe di Giggio, con gli Alpi di Giumello e del Buco, appartenevano al comune italiano di Garzeno, che da secoli utilizzava a scopo di pascolo queste superfici. Di conseguenza il Cantone decise, nello stesso anno, di procedere all’esproprio dei terreni di proprietà di Garzeno. Partì quindi la disputa legale che durò alcuni anni e solo nel 1917 le parti trovarono un accordo per la compra-vendita dei territori in questione per la somma di CHF 110’000. Le opere di rimboschimento iniziarono di conseguenza negli anni ’20 e durarono vari decenni. Ancora oggi dall’Alpe di Giumello e da molte parti dell’alta valle, si vede nettamente, guardando il versante opposto della valle verso l’Alpe di Fossada, la linea diritta verticale che separa il bosco di protezione a est dai pascoli a ovest.

Foto Exploratorio.ch


10. PRATI E PASCOLI SECCHI D’IMPORTANZA NAZIONALE CARENA
Coordinate 727’400 / 114’484

I prati e i pascoli secchi sono ambienti estremamente ricchi di specie. Dalla fine del XIX secolo è scomparso circa il 90 per cento dei prati e pascoli secchi. Di conseguenza la condizione in cui si trovano le specie che popolano questi biotopi è diventata precaria: oggi oltre il 40 per cento di tutte le specie vegetali e il 50 per cento di tutte le specie animali la cui sopravvivenza è legata alla presenza degli ambienti secchi figurano nelle liste rosse nazionali. Al di sotto del limite della foresta le zone prative devono essenzialmente la loro esistenza all’opera dell’uomo. È questi infatti che, sfruttandole da millenni a scopi agricoli, è all’origine della loro enorme biodiversità. Nei prati e nei pascoli secchi vivono una grande varietà di piante e animali. Seppure ricchi di specie, i prati e i pascoli secchi sono tuttavia ambienti relativamente aridi e poveri nutrienti: hanno perciò rendimenti piuttosto scarsi e consentono solo uno sfruttamento di tipo estensivo.


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